Riforma della giustizia

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Con il decreto legislativo 1° settembre 2011 n. 150, recante “Disposizioni complementari al codice di procedura civile  in  materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi  dell'articolo  54 della legge  18  giugno  2009,  n.  69”  e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 settembre 2011 n. 22, il Governo ha dato attuazione alla delega legislativa che aveva ricevuto dall’articolo 54, legge n. 69 del 2009.


Nell’ottica del raggiungimento di una migliore organizzazione del lavoro degli uffici giudiziari, il provvedimento punta a ricondurre, attraverso la razionalizzazione e semplificazione della normativa speciale in materia civile, i trentatré riti fin qui in essere ai tre modelli procedimentali previsti dal codice di procedura civile:

  • rito del lavoro
  • rito sommario di cognizione
  • rito ordinario di cognizione
 

Rito del lavoro
Sono destinate ad essere disciplinate le controversie in materia di opposizione alle procedure di recupero degli aiuti di Stato, le opposizioni alle sanzioni amministrative, le controversie in materia di protezione dei dati personali e le controversie di natura agraria ed in materia di registro dei protesti.Nell’ ordinamento italiano il rito del lavoro viene disciplinato dagli artt. 409 ss. del codice di procedura civile e costituisce una delle principali “varianti” del processo di cognizione caratterizzandosi, rispetto al rito ordinario, per la maggiore concentrazione, speditezza e soprattutto per la maggiore oralitàFonte: Cittadinanzattiva – Giustizia per i Diritti 2011Le segnalazioni giunte al servizio Pit Giustizia nel 2009 e nel 2010 hanno riguardato soprattutto le controversie in ambito lavorativo ed hanno prevalentemente avuto come oggetto ‘Previdenza ed assistenza obbligatorià:

 

lavori e provenienza

Fonte: Cittadinanzattiva – Giustizia per i Diritti, 2011


Rito sommario di cognizione
Andranno definite le cause sugli onorari forensi, le opposizioni ai decreti di pagamento delle spese di giustizia, le controversie in materia di immigrazione, le opposizioni alle decisioni di convalida dei trattamenti sanitari obbligatori e le cause che hanno per oggetto la materia elettorale. Ed ancora le liti sulle misure disciplinari a carico dei notai, quelle sul risarcimento danni per le intercettazioni telefoniche, quelle sulla discriminazione e le opposizioni alla riabilitazione del debitore protestato.Anche le segnalazioni relative alla liquidazione degli onorari e diritti dell’avvocato rientrano tra le segnalazioni più frequenti gestite dal Pit Giustizia:

 

informazioni semplici
Fonte: Cittadinanzattiva – Giustizia per i Diritti, 2011

 

Il problema del compenso dei legali è una delle note più dolenti: spesso i cittadini lamentano la loro difficoltà nel corrispondere la parcella ai professionisti investiti della loro difesa perché troppo onerosa e non preventivata prima del conferimento del mandato. Spesso i legali si attivano giudizialmente per ottenere il dovuto o viceversa il cliente si oppone al decreto ingiuntivo notificatogli.Con l’entrata in vigore del Decreto n. 150/11 quindi, le controversie inerenti la liquidazione degli onorari e diritti degli avvocati saranno soggetti al rito sommario di cognizione. Stesso discorso vale per le controversie in materia di immigrazione, segnalazioni pervenute e gestite anch’esse dal servizio Pit Giustizia, con particolare riferimento alle problematiche legate al rilascio e/o rinnovo del permesso di soggiorno:

 

settore riferimento
Fonte: Cittadinanzattiva – Giustizia per i Diritti, 2011


Rito ordinario di cognizione
Saranno collocate le opposizioni alle procedure coattive per la riscossione delle entrate di Stato e degli altri enti pubblici, e quelle alle stime effettuate nell’ambito di procedimenti di espropriazione; le controversie in materia di attuazione di sentenze e provvedimenti stranieri ed in materia di liquidazione di usi civici; i procedimenti in materia di rettificazione del sesso.

Per tutte e tre le tipologie di rito, spetterà al giudice rettificare con un’ordinanza l’errore commesso quando una controversia viene promossa in una forma diversa da quella disciplinata dal decreto, stabilendo anche l’eventuale passaggio ad un altro giudice in caso di difetto di competenza. Quanto al regime transitorio, si stabilisce che i nuovi modelli di procedura civile non saranno comunque applicati ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

Il rito sommario di cognizione, disciplinato dagli artt. 702-bis, 702-ter e 702-quater (introdotti dalla Legge n. 69/09), si caratterizza per la sommarietà del procedimento, prevedendo una riduzione dei tempi processuali rispetto al procedimento ordinario, l’assenza di scadenze temporali ben definite ed una maggiore discrezionalità del giudice. La ratio è quella di costruire un rito più rapido rispetto a quello ordinario, rendendo più celeri  le definizioni di questioni non bisognevoli di complesse attività istruttorie.

Il rito di cognizione è disciplinato nel Libro II del codice di procedura civile e rappresenta il rito civile ordinario. Può essere definito come quel giudizio in cui il giudice è chiamato ad accertare la situazione di fatto esistente tra le parti in causa, ad individuare la norma giuridica che deve essere applicata nella fattispecie ed a decidere con sentenza, definendo la questione sorta. Si intendono quindi le regole predisposte per il procedimento davanti al Tribunale o davanti al Giudice di Pace, incluse quelle che si applicano alle controversie in materia di lavoro e quelle che si applicano alle impugnazioni.