Considerare il dolore cronico come una priorità nelle politiche sanitarie in Europa

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Se in Italia Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato “ha aperto” la relazione del Ministero della Salute al Parlamento sulla l. 38/10, quella relativa al diritto a non soffrire, direi in modo pressoché speculare, a livello europeo, Cittadinanzattiva-Active Citizenship Network “ha chiuso” la relazione presentata dal Ministero della Salute nel Consiglio Informale dei Ministri della Salute dell’UE,svoltosi il 22 e 23 settembre 2014 a Milano nell’ambito del Semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea. E nelle conclusioni sulla sessione “cure palliative e terapia del dolore” del citato Consiglio Informale sono state riprese di fatto le raccomandazioni civiche avanzate su base europea da Active Citizenship Network e PainAlliance Europe.
Tutto ciò è stato inoltre riferito in pubblicodal Ministero della Salute italiano a interlocutori istituzionali nazionali e comunitari, associazioni di pazienti e stakeholder in più occasioni: in data 2 Ottobre 2014 a Bruxellesdurante l’evento organizzato da ACN in tema di buone pratiche  di lotta al dolore cronico; in data 16 novembre 2014 sempre a Bruxelles in occasione del quinto Simposio SIP (Societal Impact of Pain) realizzato da Efic (EuropeanPainFederation).
Un motivo di soddisfazione, quindi, non solo aver contribuito ad inserire per la prima volta la tematica della lotta al dolore nell’agenda europea, ma anche aver apportato contenuti e punti di vista posti all’attenzione dei 28 Paesi dell’EU.
Va da sé che nel prossimo anno si cercherà di dare continuità e capitalizzare quanto ottenuto in termini di accreditamento, consapevoli del fatto, però, che le prossime presidenze del Consiglio dell'Unione Europea, Lettonia  e Lussemburgo, sul tema sembrano tutt’altro che sensibili.
Per Cittadinanzattiva, quanto realizzato in tema di lotta al dolore rappresenta un esempio di successo, che prova come una buona sinergia tra la sua dimensione nazionale e quella europea, unita ad un’azione lungimirante e adeguatamente supportata, possa portare a significativi risultati politici.
Sarà importante vigilare che a dichiarazioni di principio e buone intenzioni seguano – da parte delle Istituzioni - azioni concrete in termini di umanizzazione delle cure.

 

Mariano Votta
Responsabile Politiche Europee di Cittadinanzattiva